Di Marco Mastino

 

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Giovanni Canu

Per sapere chi fosse il professor Giovanni Canu, il consigliere Canu, il padre, il nonno, l'amico Giovanni bisognerebbe chiederlo ai parenti, agli amici, ai compagni di passione politica, ai colleghi e agli allievi della scuola media di Gussago che numerosi gremivano chiesa e sagrato della parrocchiale di Santo Stefano a Sale.
Canu era originario di Orune, cuore della Barbagia, anima della Sardegna più intensa. A Brescia, negli anni Settanta, aveva studiato all'Università Cattolica, in anni fervidi di impegno intellettuale, conoscendo persone e affetti che avrebbero scandito il resto della sua vita, guidato da figure come Emo Marconi o i padri Olcese e Porta.
Canu, raffinata figura di filologo, dopo una laurea sulla lingua della nativa Orune, si era dedicato all'insegnamento nelle scuole medie. Qui aveva saputo portare la sua profonda cultura, stemperata con bonaria ironia, mirando costantemente ad una scuola che fosse fucina di concreto umanesimo e non una fabbrica di astratto nozionismo.
Accanto alla passione per la didattica c'era anche un fervido impegno civile: a Gussago fu consigliere comunale, rappresentante sindacale ed animatore di esperienze come, ad esempio, la Consulta della Pace, di cui era stato uno dei primi promotori, l'associazione Partigiani e quella degli Ex internati.
In ognuno di questi ambiti seppe essere il consigliere di molti, l'avversario leale di alcuni ed il nemico di nessuno perché Giovanni Canu sapeva sempre guardare, come ricorda chi l'ha conosciuto, innanzitutto, all'umanità delle persone che si trovava di fronte.

(Articolo tratto da Bresciaoggi.it del 2 luglio 2011)