Di Marco Mastino

 
 

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TUTTO IL MIELE E' FINITO
Omaggio a Carlo Levi

ORUNE NELL'OPERA DI CARLO LEVI
Carlo Levi, nel suo libro "Tutto il Miele è finito " parla di Orune che ebbe modo di visitare durante i suoi viaggi in Sardegna. Il titolo del libro è preso da uno dei tanti Attitos ascoltati appunto durante le sue soste ad Orune. Cantano la scomparsa di un giovane considerato il miele della famiglia; con la sua morte "Tutto il miele è finito ".
E' un artista, Carlo Levi e, come tale, sa cogliere del nostro paese, gli aspetti più essenziali e lo descrive così:

"E' un paese antico e chiuso, dove permangono forse più che in ogni altro, gli usi, le abitudini, i costumi, le tradizioni popolari più lontane, e l'intelligenza e il valore di una vita tanto più energica quanto più limitata, piena di capacità espressiva, di potenza individuale e di solitudine....
... Orune, nei detti degli abitanti degli altri paesi, ha una fama (non so quanto giustificata) di essere il primo paese di ladri di bestiame, ma ha insieme una fama più gloriosa, e questa certamente reale, dì essere paese di poeti".
 

Appunti di un viaggio in Sardegna nel 1952 di Carlo Levi

foto intervento

Mi si volgeva in mente il ritmo di un canto funebre ascoltato a Orune, dove il morto, il figlio, è il miele della casa, che la padrona ha perduto. Lo avevo trascritto sul mio taccuino con altri, ma già più non lo intendevo del tutto nella sua lingua sarda. Tornai a decifrarlo con l'aiuto degli amici. C'era il miele prezioso, pulito e netto, c'era la volpe della morte che compariva in fine. Discutevamo le parole, la grafia, il senso. Era un lungo attittu, che cominciava, all'incirca così:

 

Biditela sa mere
ande cheres de mele 
si'nde cheres de latte
como tinne dat attere.

Su mele puzoninu     
chi como t'es finidu
       

su mele de sa chera
chi bundabat che bena.

como pius non d'asa
totu inidu che l'asa

 che in italiano traducevamo, in fretta, e non letteralmente, in questo modo:

 Tu vedi la padrona
e vorresti il tuo miele
ma soltanto del latte
ora ti potrà dare.

II miele degli uccelli
ora è tutto finito        
scorreva dalla cera
la tua vena di miele
ora più non ce l'hai 
ora è finito tutto.

Ci salutammo in fondo alla scaletta della nave, amici veri che si abbracciavano, lasciandosi. La nave La città di Nuoro si era messa in moto; senza che me ne accorgessi, nell'acqua nera del porto. Fuori, oltre le isole, il mare era spaventoso di onde e di vento; ed io, che non l'ho mai sofferto, temevo questa volta di doverne patire. Ma La città di Nuoro andava diretta tra i marosi, ed io stavo cullato nella mia cabina, nel ritmo dell'attittu:

Il miele degli uccelli   
ora è tutto finito    
ora più non ce l'hai,
ora è finito tutto...,

finché caddi in un profondo sonno, e non mi svegliai che all'alba, nel porto di Civitavecchia, col biancheggiare delle case al primo lume dell'alba.

 Carlo Levi, Tutto il miele è finito, Einaudi 1964.